Giovanni CESCA

Giovanni Cesca

 RECENSIONI

 

 

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Metamorfosi. Siamo paesaggio - di Chiara Polita (2024)

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Per ogni dimensione possibile. Appunti sull'opera di Giovanni Cesca - di Stefano Cecchetto (2020)

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Giovanni Cesca. Forme del tempo e congetture sull'invisibile - di Giorgio Baldo (2020)

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Il respiro della Natura - di Giancarlo Pauletto (2018)

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Discese e risalite - Le città invisibili - di Giorgio Baldo (2018)

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"L'enigma del presente" - di Giorgio Baldo (2017)

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"Tra simbolo e natura" - di Giancarlo Pauletto (2016)

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"Frammenti per una memoria condivisa" - di Stefano Cecchetto (2016)

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"Il suono della materia" - di Chiara Polita (2014)

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Dal catalogo "Tabula Rasa – Metamorfosi per una Rinascita" 2013
di Giorgio Baldo
(2013)

Spazi musicali e lingue di traduzione
Ci sembra tale la ricerca di Giovanni Cesca intesa a tradurre in figura il suono delle "Variazioni Goldberg "di J.S.Bach.

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Dal catalogo "Tabula Rasa – Metamorfosi per una Rinascita" 2013
di Stefano Cecchetto
(2013)

La scansione del tempo, in questo specifico percorso, è determinata anche dagli intervalli spaziali che Giovanni Cesca delimita all'interno di una sua personale "partitura interrotta" dei cromatismi.

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"NOSTOI" - RITORNI
di Eugenio Manzato
(2011)

“Nòstos” in greco antico significa “ritorno”, e “òi nòstoi” erano chiamati i poemi del ritorno degli eroi greci dalla guerra di Troia, il più famoso dei quali – e per altro l’unico giunto fino a noi – è l’Odissea.

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L'ACQUA VEDE
di Chiara Polita
(2011)

Molteplici sono i modi di raccontare una Città, ma unica è la capacità dell'arte di riassumerla nell'emozione di un respiro, di un ricordo, di un colore; perché l'artista, come magica risorgiva, riporta alla luce ciò che assorbe e vede senza tempo che non sia quello dell'anima che nulla scarta e in cui nessun particolare è minore, ma è per sempre.

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Estratto da: PAESAGGIO/PAESAGGI. TERRE DI BONIFICA
di Giorgio Baldo
(2011)

E infine Cesca e la sua mappa-grafia.
Il titolo dell'opera rinvia alla mappa, e a tutti quei nomi che con la –grafia si formano: geo-grafia, radio-grafia, foto-grafia che alla mappa, come strumento di conoscenza spaziale, si riferiscono.

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GLI OGGETTI DELLA SARTORIA
di Roberto COostella
(2010)

"Gli oggetti della sartoria" di Giovanni Cesca, disegnati dal 1997, appartengono al genere pittorico convenzionalmente definito natura morta (infelice traduzione di nature inanimée usata da Denis Diderot per Chardin); più corretto sarebbe definirli still-life (dall'olandese still-leven, codificato nel XVII secolo, poi tradotto in tedesco, still-leben, e appunto in inglese), cioè dotati di vita immobile e silenziosa perché, arcani e sospesi, in equilibrio tra passato e presente, sono forme evidenti ma diverse, estranee, ermetiche.

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L'ANTICA SERENA MERAVIGLIA. OLTRE: IDENTITA' ALLO SPECCHIO
di Chiara Polita
(2010)

L'incontro di Giovanni Cesca con i Veneti Antichi è incanto, è leggenda che si alimenta dalle forme stesse dell'arte per dialogare con un sogno patinato di storia e farsi vivo presente, quesito d'identità.

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TERRA D'ACQUA TRA STORIA E PAESAGGIO. GIOCO DI SPECCHI E DI MEMORIA NELL'ARTE DI GIOVANNI CESCA
di Chiara Polita
(2009)

Due grandi liberi orizzonti segnano l'identità del paesaggio di bonifica tra Piave e Livenza, in una dimensione trasversale al tempo: la distesa del cielo e il fragile manto di terre anfibie, con le quali tuttora si confronta l'ingegno umano, incise da varie presenze d'acqua, che nella forma dei due fiumi, di canali e antiche lagune, rincorrono le metamorfosi della volta sovrastante.

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GIOVANNI CESCA. IL TEMPO DELL'ACQUA
di Chiara Polita
(2009)

Panta rhei, "tutto scorre", come sosteneva Eraclito, così in questo ciclo di Giovanni Cesca, dedicato alle acque, che in un flusso di emozioni e di storia racconta dolcemente la pura identità del territorio.

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GIOVANNI CESCA: PROFUMI DI PAESAGGIO
di Chiara Polita
(2009)

L'incanto del paesaggio si racconta in questa mostra attraverso melodiche finestre d'acqua e di cielo che hanno il respiro di un'identità consapevole, affettivamente vissuta.

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DALLA RIVISTA FINNEGANS 2009 - TERRE D’ACQUA TRA STORIA E PAESAGGIO: GIOCO DI SPECCHI E DI MEMORIA NELL’ARTE DI GIOVANNI CESCA
di Chiara Polita
(2009)

Due grandi liberi orizzonti segnano l’identità del paesaggio di bonifica tra Piave e Livenza, in una dimensione trasversale al tempo: la distesa del cielo e il fragile manto di terre anfibie, con le quali tuttora si confronta l’ingegno umano, incise da varie presenze d’acqua, che nella forma dei due fiumi, di canali e antiche lagune, rincorrono le metamorfosi della volta sovrastante

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GIOVANNI CESCA: LA TRASFORMAZIONE DELLO STABILE
di Irene Franzin
(2008)

Elemento intrinseco al nostro paesaggio veneto è l'Acqua. Da venti secoli il nostro paesaggio si trasforma costantemente: evolvendo dalla microidraulica di mantenimento praticata dai Veneti Antichi sino alla più colossale trasformazione del territorio avvenuta ad opera delle bonifiche del ventesimo secolo.

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L’ANTICA SERENA MERAVIGLIA. OLTRE: IDENTITA’ ALLO SPECCHIO
di Chiara Polita
(2008)

L'incontro di Giovanni Cesca con i Veneti Antichi è incanto, è leggenda che si alimenta dalle forme stesse dell'arte per dialogare con un sogno patinato di storia e farsi vivo presente, quesito d'identità.

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- MERIDIANA VENETICA
di Chiara Polita
(2008)

La volontà di confrontarsi con dimensioni del tempo diverse ha condotto Giovanni Cesca all'incontro con la nuova generazione di Irene Franzin, nella prospettiva di un'affinità elettiva e di una progettualità che non hanno età, cementata dall'affettuoso ricordo di un amico, di un padre.

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SUGGESTIONI DAL PAESAGGIO CILIENSE
di Laura Magagnin
(2008)

Il paesaggio ciliense che si allarga in una cornice d'acqua, terra, cielo, rivive le sue memorie nelle silenziose, solitarie architetture dove si colgono gli echi di umane presenze.

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CESCA: PERCORSI. OPERE 1964-2007
di Roberto Costella
(2007)

L'esposizione " CESCA : PERCORSI " Opere 1964 – 2007 coincide con i 40 anni di attività artistica del pittore sandonatese Giovanni Cesca ed assume una particolare valenza simbolica come ricognizione di un iter complesso, intenso e variegato, sviluppatosi a partire dalla frequentazione della Scuola veneziana, primo luogo di formazione.

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Cesca 

PAESAGGI: LA POESIA DEL NATURALE
di Giorgio Baldo
(2006)

La mostra propone il racconto di due autori intorno allo stesso argomento: il paesaggio delle terre di Bonifica del Veneto Orientale. Comune è l’amore di fondo che entrambi provano verso lo spettacolo del naturale.

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Cesca 

VOCI
di Giorgio Baldo
(2005)

A ridosso del mare, nel Veneto Orientale, sta una striscia esile, profonda una decina di chilometri colma di marine, fiumi, paludi, campagne colorate, che accompagna la costa adriatica dal Po all'Isonzo.

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Cesca 

NEL RECINTO DELLO STUPORE
di Giancarlo Pauletto
(2005)

Una "storia dello stupore davanti all'essere" non potrà mai essere veramente scritta, poiché essa comincia quando – un milione di anni fa? - un vivente fu in grado di pensare "io" rispetto a quell' "altro" che dovettero apparirgli tutte le cose: l' "essere", appunto, sconfinata distesa dentro la quale operare per la sopravvivenza obbedendo a comportamenti già messi in prova, o inventandone di nuovi secondo che la necessità lo richiedesse: l'utilità costruiva ipotesi da rinnovare mano a mano che esse non rispondevano più alle domande che la vita imponeva, e così si modificarono le cose fino ai tempi cosiddetti storici, sempre in risposta a quello "stupore" iniziale che fu il vero iniziatore di ogni evento

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Cesca 

IL REALISMO MAGICO DI GIOVANNI CESCA, PITTORE DELLA FORMA E DELLA LUCE, ESTETA DELLA NATURA E DELLA STORIA
di Roberto Costella (2003)

I percorsi biografici e artistici di Giovanni Cesca sono da sempre intrecciati e risultano corrispondenti fin quasi ad identificarsi. La storia della sua ricerca estetica parte da lontano (...)

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Cesca 

GIOVANNI CESCA. I TORMENTI DEL PAESAGGIO
di Giorgio Baldo
(2003)

La mostra di Giovanni Cesca illustra gli ultimi dieci anni della sua ricerca pittorica. Di lui i sandonatesi hanno il ricordo di una grande esposizione, avvenuta in città ancora venti anni fa, e che testimoniava di una lunga attività con tratti di sicura originalità nel panorama delle Venezie (...)

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Cesca 

DIETRO LE QUINTE
di Attilio Rizzo
(2003)

Non è semplice; non lo è per niente. Un grande amico mi chiede un grande impegno. E' in programma una mostra di Cesca, voluta dall'Amministrazione Comunale di San Donà di Piave. La manifestazione avrà un respiro ampio ed un apparato rigoroso, come è dovuto a chi fa vera pittura da più di trent'anni.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Roberto Costella
(1998)

La svolta pittorica effettuata da Giovanni Cesca alla fine degli anni novanta, sembra essersi sostenuta su ragioni personali, sia etiche che estetiche.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA: LA PITTURA ALLA FINE DEL MODERNO
di Roberto Costella
(1997)

Impegno di revisione e ansia di rinnovamento accompagnano la storia artistica del Novecento. Indagine sistematica e sperimentalismo continuo segnano il percorso dell'estetica contemporanea.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA: IL GESTO, LA DANZA E LE INQUIETE FORME CELESTI
di Domenico Cara
(1984)

L’ambientazione ( e lo scambio ) di avventura tra le immagini della pittura di Giovanni Cesca, avviene per misurati magnetismi, progetta silenziose orbite, produce ritmi convulsi e , direi, sedizioni su una superficie algida.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Lino Lazzari
(1984)

Se la pittura è colore e nessuno può controbattere questo concetto, Giovanni Cesca è pittore nel senso pieno della parola. Il colore è per lui...

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Attilio Rizzo
(1984)

Conosco Giovanni Cesca, lo conosco da molto tempo. Da quindici anni esplora; cambia moduli e collega esperienze, dentro una solida unità.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Valerio Vivian
(1983)

Evviva l'universo colore ! Un'ondata di pig¬mento s'infrange sulla tela con inaudita, freschez¬za, avvolgendo questo bianco frangente con fiotti di blu, rosso e giallo; la superficie s'increspa sotto l'effervescente rimescolamento e frammenti mul¬ticolore schizzano dappertutto;

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Virginia Baradel
(1983)

Di fronte alle tele dipinte di Giovanni Cesca la parola si sente a disagio, letteralmente fuori luogo, avvilita per la difficoltà di mediare: se il colore comunica di suo, senza impalcature concettuali, sembra inutile tentare tradu¬zioni, inventare metafore.

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Cesca 

SIPARI APERTI
di Paolo Frasson
(1982)

Ora - e un attimo stregato ondeggiano PUFF! -colori coriandoli tremano in questo sogno o magic-box luminescente. Trasparenze. Poi confetti rosa dolci stelline che sgranano il raggio di luce nel ventaglio del suo spettro.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Raffaele Monti
(1981)

Nel percorso recente di Giovanni Cesca v’è un momento liberatorio. Quasi per superare l’eccedenza dei contenuti riflessivi, psicologici, in parte extraformali che la sua attività precedente aveva elaborato, il pittore sembra voler acquisire, riproporre, il potenziale intatto del segno e del rapporto segno-colore.

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Cesca 

BEFORE AND AFTER
di Giuliana Lucia Barosco
(1980)

L’abbondanza del titolo indica una mia necessità di spiegare in anticipo, sintetizzata in tre frasi, ma tuttavia incisive e a proposito. A soli pochi mesi di distanza si ripresenta a Bologna con una nuova mostra Giovanni Cesca, dimostrando una non contraddittoria evoluzione della sua opera.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Paola Serra Zanetti
(1980)

L’epifania del colore è un tratto distintivo dell’opera di Giovanni Cesca. I grandi pannelli segnano la necessità di un’opera che non riesce a trattenersi nel luogo deputato del quadro ma sente l’urgenza di sconfinamenti che richiedono una diversa partecipazione operativa.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Patrizia Gherardi
(1980)

Al di là di un primo stordimento, prodotto dal tripudio multicolore di tinte stridenti e abbacinanti, ci disponiamo ed intendere quali siano i significati dell’opera di Cesca

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Cesca 

"VISUAL - IMMAGINATION" ALLA RISCOPERTA DELLA FANTASIA.
di Giuliana Lucia Barosco
(1980)

Dobbiamo ora intraprendere un viaggio avventuroso per penetrare tra le curve sinuose di questa festa pittorica, che è l'espressione aggressiva e poetica insieme dell'esuberanza inventiva di questo artista veneto.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA ALLA “GALLERIA 1 + 1”
di Silvana Werrer Romanin Jacur
(1973)

Incontro veramente interessante, quello con la pittura di Giovanni Cesca, ospite della “ 1 + 1 “. Cesca assai giovane, possiede già un mestiere tale da permettergli di percorrere coerentemente un cammino espressivo difficile e ricco di contenuti, che si rifà a un surrealismo figurale, ora spinto verso l’accentuazione del simbolo, ora imperniato sulla figura, deformata e impostata alla maniera di Bacon

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GIOVANNI CESCA
di Leonardo Rossi
(1973)

La mostra di Giovanni Cesca alla “Galleria 1 + 1 “ di Padova ha l’aspetto di una retrospettiva. Infatti l’opera esposta ci fa conoscere lo sviluppo dei motivi fondamentali della sua pittura: lo spazio, la figura, la storia, negli ultimi tre anni di attività

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Cesca 

GIOVANNI CESCA ALLA “ GALLERIA G 70 “
di Leonardo Rossi
(1970)

L’idea di fare un articolo per giudicare una mostra di pittura mi è venuta notando la necessità esistente a S, Donà di far conoscere e sviluppare il gusto genuino delle espressioni dell’arte.

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Cesca 

GIOVANNI CESCA
di Rinaldo Frank-Burattin
(1970)

Due occhi intelligenti, pensosi, diluiti in una luce pacata, aliena da pigli aggressivi od irridenti, illuminano di vaga malinconia un viso glabro, asciutto, dietro il quale non si fatica ad intravedere una fiera energia creativa, benché dissimulata da un sorriso sfiorato dal chiaroscuro di un’illusoria quanto gradevole mestizia.

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